Contenuto sidebar1

Il colore di sfondo di questo div viene visualizzato solo per tutta la lunghezza del contenuto. Se invece si desidera visualizzare una linea di divisione, inserire un bordo sul lato sinistro del #mainContent div se esso conterrà sempre una quantità maggiore di contenuto rispetto al div #sidebar1.

Donec eu mi sed turpis feugiat feugiat. Integer turpis arcu, pellentesque eget, cursus et, fermentum ut, sapien.

Contenuto sidebar2

Il colore di sfondo di questo div viene visualizzato solo per tutta la lunghezza del contenuto. Se invece si desidera visualizzare una linea di divisione, inserire un bordo sul lato destro del #mainContent div se div conterrà sempre una quantità maggiore di contenuto rispetto al #mainContent div.

Donec eu mi sed turpis feugiat feugiat. Integer turpis arcu, pellentesque eget, cursus et, fermentum ut, sapien.

Nutrimento, tolleranza, intolleranza, intossicazione, allergia: un approccio olistico

Le diete sono regimi alimentari mirati a raggiungere o recuperare un equilibrio che, in modo cosciente o meno, viene percepito come perduto. Già da questa prima definizione emerge con chiarezza il ruolo rilevante svolto dal fattore emotivo e dal fattore psicologico.


L’approccio olistico considera la salute come esito della correlazione tra diversi aspetti della persona rappresentati dalla famosa triade: mente, corpo, emozioni o, più correttamente tra gli aspetti chimico-organico, strutturale (ossa, muscoli, tendini) ed emozionale.
Affrontare uno squilibrio alimentare significa quindi coinvolgere contemporaneamente tutti gli aspetti sopracitati, cioè uno squilibrio alimentare è contemporaneamente anche squilibrio emotivo, strutturale-posturale, chimico organico.


Questo spiega perché (e tutti gli specialisti lo sanno bene sia così difficile ottenere risultati validi e durevoli nel campo delle diete alimentari e della nutrizione in genere: l’alimentazione siamo noi e in questo senso il famoso detto popolare “sei quello che mangi” non solo è vero ma può essere anche ribaltato in “mangio in funzione di come mi sento”.

Per cambiare un regime alimentare dobbiamo diventare consapevoli che stiamo mangiando in un certo modo per adattarci a una certa condizione esistenziale. Inoltre dobbiamo renderci in grado di accettare e sostenere energeticamente il cambiamento.
Un cambio di regime alimentare non è qualcosa di “esterno” a noi. se lo pensassimo faremmo un grave torto a noi stessi che siamo dei “ sistemi aperti integrati con l’ambiente”, cioè dei sistemi energetici che cambiano nel tempo e in relazione ai mutamenti endogeni, come l’invecchiamento, e ai fattori ambientali: lo stress, gli eventi della nostra esistenza, i fattori climatici, le richieste di prestazione che riceviamo, le nostre reazioni emotive.


Quando ci allontaniamo dall’equilibrio, può accadere che un qualsiasi alimento possa venire considerato dal nostro organismo come tossico o non riconosciuto come alimento, generando risposte fisiologiche inadeguate.


Quando una esigenza emotiva viene associata a un sapore o ad un cibo (ad esempio la cioccolata) il nostro sistema energetico inizia a richiederlo con insistenza. Questo può produrre conseguenze diverse: può soddisfare l’esigenza e quindi riequilibrarci, oppure cronicizzare la iniziale carenza, anziché eliminarla, oppure può produrre in noi reazioni avverse al cibo come l’intolleranza, l’intossicazione o l’allergia.


In presenza di intolleranza molti naturopati propongono di non eliminare ma di diminuire l’assunzione dell’alimento, in modo da permettere al sistema organismo di recuperare lentamente la tolleranza.
Nutrimento, tolleranza, intolleranza, intossicazione, allergia sono considerabili come un gradiente, come diverse gradazioni del nostro rapporto con il cibo e quindi con l’ambiente e quindi con la nostra stessa esistenza.